Il cammino di Deborah e Antonio

IL NOSTRO CAMMINO DEI BRIGANTI 13-18 GIUGNO

Bosco e natura. 

Respiro e sguardo ampi.

Cosi poco nello zaino eppure tutto il necessario 

per andare ovunque, fermarsi in ogni luogo

sapore di bellezza, leggerezza e libertà

Potere

cambiare idea 

lasciarsi

sorprendere.

Primo giorno di cammino.

Freschezza, entusiasmo, nessun dolore, pensiero positivo e tanta curiosità. Partendo, l’impressione che sarà per un viaggio lungo, a disposizione un tempo infinito … l’inizio di un cammino appunto.

Sante Marie- Santo Stefano- Valdevarri- Poggiovalle.

Alla partenza l’incontro con Luciana, splendidamente appassionata del suo lavoro, qualche utile indicazione, la foto di rito e l’augurio di buon cammino. A presto!

Le prime ore di cammino poi l’arrivo a Valdevarri. 

Silenzio, mistero, raccoglimento. 

Il sapore delle cose antiche. 

Tutto appare fermo in un tempo eterno e sempre uguale.. eppure scalda il cuore. 

Carolina, la lavandaia del fontanile. 

Belli i suoi occhi che sorridono. 

Bello saper custodire la propria esistenza.

Lei in compagnia di alcune amiche ci delizia di chiacchiere e racconti di giovinezza. 

Poi ci salutiamo e proseguiamo il cammino.

Giungiamo a Poggiovalle. Il cielo preannuncia pioggia; Franco e Patrizia ci offrono inaspettatamente e piacevolmente un riparo, gesto che scalda il cuore e ci illumina gli occhi. 

La pasta col pratarolo raccolto per strada, il mirto davanti al fuoco, il profumo del caffè la mattina, i doni ricevuti..  GRAZIE! Si riparte!

La seconda tappa ci porta da Poggiovalle a Cartore attraversando Villerose e Spedino. Nuovamente ci sorprendono l’ospitalità e il calore dei locali; due amici appena incontrati ci guidano fino alla Birreria del Borgo per un po’ di ristoro e condivisione delle nostre storie.

Sempre più ci accorgiamo che viaggiando leggeri e senza programmi predefiniti la casualità ci porta esattamente dove dovremmo e vorremmo essere.

Continuando il cammino arriviamo all’interno della riserva naturale delle Montagne della Duchessa. Ci fermiamo nella magica Cartore: una cena da favola preparata da Anna e Marco, buon vino per accompagnarla sorseggiato in compagnia di Fabio e Luca.

Guardiamo le stelle prima di addormentarci, la notte sarà più dolce così.

Al mattino sveglia magica in posto da favola. Buongiorno principessa.

Ripensandoci spesso svegliandoci ci siamo stupiti nel vedere la meraviglia che avevamo intorno. 

Colazione con la marmellata di corniolo, dono ricevuto e inaspettato. Affetto. 

Salutiamo Fabio. Foto migliorabile. Location e accoglienza invece no. A volte le cose sono molto più di ciò che sembra o si può vedere. 

Partenza.. in salita! Sbagliamo strada. Cerchiamo di capire se tornare giù quando eccolo.. il nostro sentiero!

Fresco, vegetazione rigogliosa, il rumore pacato del bosco, la vita dei suoi abitanti, il canto degli uccellini.. la salita che ti porta alla vetta. Faticosa e bellissima.

I doni non sono finiti: Americo ci accoglie come è solito fare con chi passa di lì. “Avete mangiato”

“Ancora no ma abbiamo tutto”

E in un batter d’occhio il pranzo per noi era servito.. il suo! Accoglienza sincera e genuina, spirito di condivisione, scelta radicale di vita dura e spesso solitaria.  Eppure la capacità e la voglia di offrire e offrirsi.

Non c’è mio o tuo, solo ciò che abbiamo insieme.

L’ospitalità trovata è ancora una volta inaspettata e ci rende colmi traboccanti di emozioni. Anche a scriverlo ora gli occhi diventano lucidi e il cuore vorrebbe uscire dal petto. 

Un giro al lago e poi la sua domanda inaspettata: “Vi fermate?”

Ci guardiamo. Un secondo. Nessuna esitazione: “ci fermiamo!”

E così osserviamo il gregge rientrare, i cani che lo conducono, l’ingresso nei diversi compartimenti del recinto. Ci chiediamo come faccia Americo a riconoscere tutte le sue pecore, a colpo d’occhio ad indirizzarle nel posto giusto. 

Poi la mungitura. Intanto prepariamo la cena e ci scaldiamo davanti alla stufa. Americo rientra “allora ragazzi avete visto com’è la vita del pastore? È una vita così, semplice e dura, al giorno d’oggi nessuno più la vuole fare”.

Stretta al cuore.

Dovremmo crederci ma non riusciamo. Non si può perdere tutto questo.

L’indomani scendiamo dal Lago della Duchessa e torniamo verso Cartore, a malincuore salutiamo Fabio e Luca. Proseguiamo. Torneremo presto. 

Lasciare Cartore è faticoso e ci intristisce un po’..

Portiamo con noi un senso di leggerezza e serenità, curiosità e desiderio, voglia di ritornare e stare un po per entrare nel profondo, scoprire di più, guardare e guardarci dentro.. un pò di nostalgia che sorride al ricordo.

La prossima tappa dovrebbe condurci a Scurcula Marsicana, che non riusciamo a raggiungere a causa di un improvviso acquazzone. Perdiamo il sentiero e non potendo consultare la cartina procediamo a intuito. Ci sbagliamo eppure restiamo positivi. Un’amica ci viene a prendere e ci concede un po’ di ristoro ospitandoci a casa sua. Il giro del giardino per imparare a riconoscere le piante, la cena improntata con affetto e cura, le chiacchiere sul divano e la condivisione delle esperienze. Ringraziamo anche per questo. Perdersi non è stato poi così male in fondo..

Che strano però risvegliarsi su un comodo materasso. Dov’è la nostra tenda? Ci manca già..


L’indomani si riparte, ultima tappa! Wow.. quanto è volato il tempo..

Come sempre il risveglio è lento e la partenza non affrettata, non ci importa di arrivare, piuttosto di saper cogliere ciò che incontriamo lungo il cammino.

Da San Donato iniziamo a salire verso la vetta del monte, le rovine di un castello diroccato ci fanno fantasticare.. chissà com’è stato viverci, chissà come sarebbe abitarlo..

Un tè e il cielo imbrunisce ancora. Ripartiamo. 

Arrivati a Scanzano ci fermiamo nell’unico meraviglioso bar di paese. Qui incontriamo Annarella, Bruno e altri simpatici amici vogliosi di scherzare e chiacchierare. 

Vi fermate o proseguite? Facciamo una pasta con le zucchine del mio orto..

Di nuovo il cuore si riempie di piacere e meraviglia di fronte alla gratuità e alla bellezza della condivisione, allo spirito ospitale e genuino..

Alla voglia di stare insieme non ci si abitua, pensiamo! Sono regali sempre nuovi e desiderabili.

Non senza indecisione decidiamo di ripartire, vorremmo arrivare a Sante Marie in serata. 

Ci rimettiamo in cammino, questa volta un po’ stanchi..

Tra riflessioni profonde, canti spensierati, veloci e piacevoli incontri lungo la strada giungiamo alla meta. 

Montiamo la tenda.. però che tristezza all’idea che è per l’ultima sera..

Ci gustiamo con desiderio una pizza e ripensiamo a tutti gli incontri fatti. 

Questi soprattutto hanno segnato il nostro cammino, inciso le nostre vite, 

regalato emozioni e ricordi che continueranno ad accompagnarci ovunque andremo..

…senza proiezioni o progetti

 nel qui ed ora con poco,

consapevoli che molto arriva.

GRAZIE!

Antonio e Deborah

Facciamo una cosa molto semplice, viviamo vite troppo di corsa, troppo piene di stimoli, continuamente distratti dal lavoro, dal telefono, la televisione, i giornali, da quelli che ci vengono a trovare.

Siamo sempre di corsa, sempre di corsa, non ci fermiamo. Chi si prende piàù degli spazi vuoti, del tempo per il silenzio? La sera al bambino gli danno da mangiare, lo mettono un po’ davanti alla televisione e poi a letto, perché questi vogliono vedere un film, quelli vogliono andare dagli amici. Sarebbe così semplice dire “Fermi tutti. Stasera si va a vedere le lucciole!”

Tiziano Terzani – La fine è il mio inizio-

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